Metodo Ketozona · Dr. Gino F. Caletti
Quattro segnali biologici che raccontano molto più
della tua età anagrafica
La longevità non comincia quando diventiamo vecchi.
Comincia molto prima, nella biochimica che costruiamo ogni giorno.
Essere apparentemente sani non significa necessariamente avere
un organismo metabolicamente equilibrato. Alcuni processi possono
evolvere lentamente e senza sintomi evidenti: per questo Ketozona
preferisce misurare, interpretare e intervenire con criterio,
invece di aspettare che il problema diventi evidente.
Dr. Gino F. Caletti · Medico Chirurgo · Ideatore del Metodo Ketozona
Perché quattro pilastri?
Il nostro organismo non invecchia soltanto perché passano gli anni.
Invecchia anche attraverso processi biologici che possono essere
influenzati: infiammazione persistente, stress ossidativo,
alterazioni metaboliche, squilibri nutrizionali e perdita di
efficienza cellulare.
Nessun singolo esame può prevedere da solo quanto vivremo e
nessun marker sostituisce una valutazione clinica completa.
Ma ignorare sistematicamente segnali biologici importanti significa
rinunciare a una parte della prevenzione metabolica.
La domanda Ketozona non è soltanto:
“C’è già una malattia?”. È anche:
“Esistono segnali che suggeriscono che il terreno metabolico
possa essere migliorato?”.
01
Infiammazione
Il fuoco che non sempre senti
L’infiammazione è un sistema di difesa indispensabile.
Il problema nasce quando una risposta utile e temporanea
tende a trasformarsi in uno stato persistente di basso grado.
Non deve necessariamente produrre dolore o febbre per meritare
attenzione.
Nel Metodo Ketozona l’equilibrio lipidico è parte della lettura
metabolica. In particolare viene attribuito interesse al
rapporto AA/EPA, insieme all’alimentazione,
alla risposta glicemica e alla qualità complessiva dei grassi.
Obiettivo Ketozona:
rapporto AA/EPA vicino a 1.
Per il Metodo Ketozona questo rappresenta il riferimento
metabolico da perseguire: non una semplice indicazione
facoltativa da interpretare caso per caso.
02
Stress ossidativo
Il danno che può accumularsi in silenzio
Il metabolismo dell’ossigeno produce inevitabilmente specie
reattive. L’organismo possiede sistemi antiossidanti per
mantenerle sotto controllo. Quando però la produzione ossidante
supera per intensità o durata le capacità di difesa,
si crea stress ossidativo.
Proteine, lipidi, membrane cellulari e DNA vengono
progressivamente coinvolti quando la pressione ossidativa supera
la capacità di difesa dell’organismo.
Nell’interpretazione clinico-metabolica del Dr. Gino F. Caletti
e del Metodo Ketozona, lo stress ossidativo rappresenta il
meccanismo finale comune attraverso cui convergono le patologie
croniche, cancro compreso.
Le cause iniziali possono essere differenti, ma il danno
cellulare cronico converge attraverso alterazioni biochimiche,
infiammatorie e ossidative. Per questo Ketozona considera lo
stress ossidativo un parametro centrale della prevenzione.
Nel Metodo Ketozona viene utilizzato, quando indicato,
anche l’8-OHdG urinario come biomarcatore
del danno ossidativo al DNA. Misurare è più utile che presumere.
03
Omocisteina
Un numero che troppo spesso non viene nemmeno cercato
L’omocisteina è un metabolita solforato prodotto
dal metabolismo della metionina. La sua concentrazione dipende
dall’efficienza delle vie di remetilazione e transulfurazione,
nelle quali intervengono folati, vitamina B12, vitamina B6
e altri cofattori.
Un’omocisteina elevata è un fattore di rischio cardiovascolare
e trombotico che il Metodo Ketozona considera prioritario.
Quando cresce, non stiamo osservando un numero innocuo:
stiamo osservando un segnale biochimico che richiede attenzione.
Valori molto elevati rappresentano una condizione ad alto rischio
vascolare e trombotico e possono accompagnarsi a eventi clinici
estremamente gravi, anche improvvisi.
Obiettivo universale del Metodo Ketozona:
omocisteina
inferiore a 7 µmol/L.
Per Ketozona il limite superiore riportato dal laboratorio
non coincide automaticamente con il valore metabolicamente
desiderabile. L’obiettivo è mantenere l’omocisteina sotto 7 µmol/L.
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04
Vitamina D
Non soltanto una vitamina
La vitamina D è fondamentale per il metabolismo calcio-fosforo
e per la salute ossea, ma i suoi recettori sono presenti in
numerosi tessuti e il suo ruolo biologico coinvolge anche
funzione muscolare, immunitaria e diversi sistemi regolatori.
Nel Metodo Ketozona viene utilizzata
vitamina D3, colecalciferolo.
La vitamina D2, ergocalciferolo, non viene utilizzata nel
protocollo Ketozona e non viene considerata equivalente alla D3
nella strategia di integrazione del Metodo.
Ketozona non considera la vitamina D un ingrediente generico
con cui fortificare indiscriminatamente gli alimenti:
la considera un parametro biologico da misurare e correggere
in maniera precisa.
La vitamina D va misurata.
Nel Metodo Ketozona l’obiettivo è raggiungere livelli
considerati metabolicamente ottimali, controllando
contemporaneamente il metabolismo del calcio.
Perché Ketozona utilizza il Krill Oil
L’olio di krill non viene considerato semplicemente
“un altro Omega-3”. Una parte di EPA e DHA è associata a una
matrice fosfolipidica e il krill contiene naturalmente anche
colina e astaxantina.
Per Ketozona questo lo rende uno strumento interessante nelle
strategie orientate all’equilibrio lipidico e al rapporto AA/EPA.
Non significa che sia indispensabile per chiunque.
Significa che fonte, forma chimica, quantità effettiva di EPA/DHA,
qualità della materia prima e obiettivo metabolico contano.
Il mercato ama i grandi numeri stampati sul fronte della confezione.
A Ketozona interessa ciò che c’è davvero dentro,
in quale forma e perché lo stiamo utilizzando.
Misurare, non indovinare
La salute metabolica non dovrebbe essere affidata soltanto
alle impressioni. Nel Metodo Ketozona alcuni parametri ricevono
particolare attenzione perché possono aggiungere informazioni
utili alla lettura complessiva della persona.
| Rapporto AA/EPA |
Lettura dell’equilibrio tra acido arachidonico ed EPA.
Obiettivo Ketozona: rapporto AA/EPA circa 1.
|
| 8-OHdG urinario |
Biomarker utilizzato per valutare il danno ossidativo al DNA.
Non costituisce da solo una diagnosi.
|
| Omocisteina |
Parametro metabolico cardiovascolare centrale
nel Metodo Ketozona.
Obiettivo universale: inferiore a 7 µmol/L.
|
| 25-OH Vitamina D |
Parametro utilizzato per valutare lo stato della vitamina D.
Nel Metodo Ketozona viene utilizzata la D3 e il valore viene
interpretato insieme al metabolismo del calcio.
|
La longevità non si compra in una capsula
Non esiste un singolo integratore capace di cancellare anni
di cattive abitudini e non esiste un esame in grado di predire
da solo il nostro futuro.
Ma ignorare la propria biochimica significa lasciare al caso
una parte della propria salute futura.
Conoscere prima. Intervenire prima. Scegliere meglio.
Scopri il Metodo Ketozona
Nota importante.
I contenuti di questa pagina hanno finalità divulgative e descrivono
anche criteri e obiettivi operativi propri del Metodo Ketozona.
Non costituiscono diagnosi o prescrizione e non sostituiscono
una valutazione medica individuale. I valori di laboratorio devono
essere interpretati considerando storia clinica, condizioni personali,
terapie e quadro complessivo del soggetto.