IL FOLATO E L'AUTISMO

Sono emerse informazioni su una connessione tra il metabolismo dell'omocisteina e la funzione cognitiva, dal lieve declino cognitivo (perdita di memoria correlata all'età) alla demenza vascolare e al morbo di Alzheimer. Nella popolazione anziana si osservano comunemente carenze significative dei cofattori di rimetilazione dell'omocisteina cobalamina (B12) e folato, nonché del cofattore di trans-solforazione vitamina B6, con un conseguente aumento dell'omocisteina con l'avanzare dell'età. L'iperomocisteinemia ha dimostrato di essere un fattore di rischio indipendente per la disfunzione cognitiva. Il danno vascolare indiretto e diretto può essere causato dall'omocisteina, che è stata implicata nella demenza vascolare, con un aumento del rischio di infarti cerebrali multipli e demenza con l'aumento dei livelli di omocisteina. È stata trovata una correlazione significativa tra il rischio di malattia di Alzheimer e alti livelli plasmatici di omocisteina, così come bassi livelli di acido folico e vitamine B6 e B12. Si ritiene che tutte queste associazioni di malattie siano correlate tramite l'aumento dell'omocisteina e della S-adenosilomocisteina e la successiva ipometilazione di numerose sostanze, tra cui DNA e proteine, che rendono le strutture vascolari e i neuroni più suscettibili al danno e all'apoptosi. Fornire i cofattori nutrizionali per il corretto funzionamento del ciclo della metionina può migliorare la metilazione e proteggere il cervello dai danni. Che sia nutrizionale o genetica, la carenza di Folato è connessa a molteplici problemi.

La supplementazione di Folato in gravidanza abbiamo visto essere determinante nello scongiurare i danni al tubo neurale del nascituro e, in caso di iperomocisteinemia grave, anche la morte. Ma dobbiamo distinguere tra Acido Folico, ovvero la forma non attiva e sintetica, e Folato, la forma attiva, l’acido (6S)-5-metiltetraidrofolico. L’Acido Folico (sintetico) assunto in gravidanza risulta utile allo scopo solamente nelle madri che, non portando esse stesse il polimorfismo MTHFR, riescono a convertire l’Acido Folico in Folato (metilfolato) attivo. Ma così facendo, si maschererebbe l’eventuale polimorfismo nel feto, permettendo la nascita con maturazione neuronale ottimale relativamente al periodo prenatale di soggetti che presentano la mutazione genetica 5-MTHFR (quindi scongiurando problematiche come coda equina, palatoschisi, etc.). Se da un lato questa è una buona cosa ovviamente, dall’altro aumenterebbe però la quota di nati con necessità di metilfolato dopo la nascita, tale da garantire una normale metilazione durante il periodo critico della maturazione neuronale, che prosegue per almeno cinque anni. Il bambino piccolo che presenta la mutazione, però, mascherata dalla assunzione materna di Acido Folico (sintetico), non viene adeguatamente supplementato (perché nessuno gli testa alla nascita l’eventuale polimorfismo) e il suo difetto nella conversione dell’Acido Folico in l’acido (6S)-5- metiltetraidrofolico può portare il soggetto allo sviluppo di autismo (1). Ecco perché è importante che: a) l’analisi per la scoperta della mutazione genetica 5-MTHFR e degli altri enzimi coinvolti nel metabolismo del Folato e della metilazione dell’Omocisteina durante lo sviluppo neurologico infantile dovrebbe far parte dello screening postnatale abituale, in modo da determinare quali neonati abbiano bisogno di un’adeguata supplementazione con Folato almeno durante la fase critica dello sviluppo neuronale, in modo da scongiurare il rischio di autismo; b) la madre durante la gravidanza (a partire da almeno 3 mesi prima del concepimento) venga trattata con una integrazione di Folato (metilfolato) e non con Acido Folico. Ecco dunque che il prodotto Rimetil Omocisteina 400, da me pensato e prodotto da Ketozona, trova la sua perfetta ragione di esistere, in quanto rispettoso e risolutore di tutti i problemi causati dai vari polimorfismi descritti, anche perché, oltre al metilfolato, contiene tutte le sostanze che partecipano al ciclo dell’Omocisteina (Fig. 1).

Fig. 1

Ciclo dell'Omocisteina. In verde i componenti attivi di Rimetil Omocisteina 400

Assunto dai 6 mesi precedenti il concepimento fino a tutto il periodo dell’allattamento, infatti, darebbe alla madre (i polimorfismi raggiungono una incidenza del 40% della popolazione mondiale) la certezza di aiutare lo sviluppo neurologico del bambino (cosa che non avviene con l’Acido Folico, per il 40% che presenta polimorfismo). Per il neonato al quale sia poi stato accertato un polimorfismo MHTFR, si dovrà provvedere ad una supplementazione dell’insieme di sostanze utili al mantenimento dell’Omocisteina a livelli ottimali nel sangue, che dovranno accompagnarlo per il resto della propria vita. Per tutti questi motivi, la supplementazione di Acido Folico in gravidanza, indirettamente, mascherando il problema, sembrerebbe portare, paradossalmente, ad una maggiore incidenza di bambini che diventeranno autistici. Forse, non casualmente dunque ogni bambino autistico indagato possiede una mutazione del gene 5-MTHFR. A conferma di ciò, uno studio in doppio cieco che ha coinvolto 141 bambini e audulti autistici ha dimostrato che 3 mesi di supplementazione di vitamine e minerali hanno ottenuto risultati significativi migliorando il ciclo di metilazione, i livelli di Glutatione, la recettività e il comportamento secondo la misurazione con il Parental Global Impressions-Revised rating scale (2). 3 ulteriori studi hnno dimostrato che i bambini autistici hanno un inefficiente ciclo dell'omoscisteina che conduce, oltre all'aumento del'omocisteina, ad una riduzione della produzione di Glutatione e stress ossidativo elevato (3, 4, 5) rispetto ai bambini non autistici. Inoltre si è dimostrato che la supplementazione con vitamina methyl-B12, folato, e (in uno dei due studi) trimetilglicina, hanno prodotto un statisticamente significativo miglioramento nella metilazione, nella produzione di glutatione e una riduzione dello stress ossidativo (3, 4). Anche se questa fosse solo una ipotesi, andando contro e oltre qualsiasi consiglio ginecologico, raccomanderei a tutti i neo genitori di testare loro figlio per la mutazione genetica 5-MTHFR (costo 66 euro), in modo da progettare con il Pediatra, nel caso di positività, la supplementazione al bambino di Folato (non di Acido Folico) e di vitamine del gruppo B necessarie a sostenere la fase critica della maturazione neurologica e di scongiurarne così il rischio di autismo e di sindromi correlate.

Riferimenti

  1. Rogers, Eugene Has enhanced folate status during pregnancy altered natural selection and possibly Autism prevalence? A closer look at a possible link J.Medical Hypotheses , Volume 71, Issue 3, Settembre 2008, 406 – 410.  
  2. James B AdamsEmail author, Tapan Audhya, et Alii: Effect of a vitamin/mineral supplement on children and adults with autism,; BMC Pediatrics 201111:11
  3. James SJ, Cutler P, Melnyk S, Jernigan S, Janak L, Gaylor DW, Neubrander JA: Metabolic biomarkers of increased oxidative stress and impaired methylation capacity in children with autism. Am J Clin Nutr. 2004, 80 (6): 1611-7.
  4. James SJ, Melnyk S, Jernigan S, Cleves MA, Halsted CH, Wong DH, Cutler P, Bock K, Boris M, Bradstreet JJ, Baker SM, Gaylor DW: Metabolic endophenotype and related genotypes are associated with oxidative stress in children with autism. Am J Med Genet B Neuropsychiatr Genet. 2006, 141: 947-956.
  5. James SJ, Melnyk S, Fuchs G, Reid T, Jernigan S, Pavliv O, Hubanks A, Gaylor DW: Efficacy of methylcobalamin and folinic acid treatment on glutathione redox status in children with autism. Am J Clin Nutr. 2009, 89 (1): 425-30. Epub 2008 Dec 3